SoSDentista

Inserisci Via e Città


Cosa fare, Come fare e Quando serve

A volte sapere cosa fare e come fare ci toglie da situazioni scomode e magari dolorose.

Tante volte pero' , e nel campo della salute questo vale SEMPRE , il sapere cosa fare deve essere più che certo , deve essere una pratica consigliata da un medico o da uno specialista nel settore perchè la prima regola per la nostra salute è NON IMPROVVISARCI DOTTORI.

Proprio per questo motivo noi di SoSDentista vogliamo offrirti un servizio totalmente gratuito di articoli online su come gestire emergenze in campo odontoiatrico.

I nostri articoli sono tutti redatti e approvati da uno o più DOTTORI e specialisti che collaborano con noi e operano da anni nel campo medico in tutta italia.

3 Consigli fondamentali per utilizzare i nostri articoli:


1.

Lo scopo è fornire guide semplici e alla portata di tutti per gestire situazioni di emergenza con materiali e medicinali di automedicazione reperibili facilmente in casa e in commercio.
2.
Come nella quotidianità uno dei fattori fondamentali nell'utilizzo degli articoli online è il buonsenso. Gli articoli hanno lo scopo di tamponare e gestire una situazione di emergenza per poi recarsi dal dentista e non di risolvere il problema definitivamente

3.
Tutti i principi attivi e farmaci consigliati per gestire le emergenze sono venduti liberamente in Italia e approvati dal Ministero della Salute come farmaci da banco o di automedicazione. Il farmaco di automedicazione, contrassegnato da un bollino rosso che riporta la scritta “Farmaco senza obbligo di ricetta”, è un farmaco per l’acquisto e l’assunzione del quale non è necessaria la ricetta medica. Vi raccomandiamo di LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE E LE MODALITA’ D’USO contenute all’interno della confezione, in caso di dubbi CONSULTARE IL PROPRIO MEDICO.


Per correttezza nei confronti di tutti i professionisti presenti e quindi reperibili in questo sito, i nominativi degli specialisti che collaborano con noi non compariranno ne nel sito ne nelle risposte alle domande degli utenti.




Inserisci Indirizzo

SoS CARIE

Mal di denti da carie e la sua evoluzione

Un dolore localizzato a una zona della bocca, dove solitamente non si riesce a indicare quale dente ne sia la causa e che viene provocato dai dolci o dal freddo, è generalmente dovuto ad una carie ormai vicina alla polpa dentale, che contiene i nervi.

Sciacquare bene la bocca con acqua tiepida e passare delicatamente il filo interdentale per rimuovere eventuale cibo intrappolato tra i denti.


Evitare gli stimoli che causano il dolore (dolce e freddo), eventualmente assumere degli analgesici (paracetamolo, ibuprofene...)e rivolgersi a un dentista per un trattamento immediato.
Non applicare mai dei farmaci sulle gengive vicino alla zona dolente, potrebbero causare delle ustioni da acido.



La carie profonda non trattata evolve in pulpite . Inizia un danneggiamento irreversibile della polpa con forte dolore, localizzato sempre ad una zona della bocca, ma il dente che lo causa ancora non è riconoscibile. Il mal di denti da pulpite, spontaneo, notturno (cioè non ha bisogno di essere provocato e aumenta di notte sdraiandosi) viene generalmente accentuato dal caldo, non sempre dal freddo, anzi talvolta è di sollievo tenere dell’acqua fredda in bocca. Non sono presenti ascessi o gonfiori, non è quindi indicata l’assunzione di antibiotici. Un antidolorifico (paracetamolo, ibuprofene...) può alleviare temporaneamente il dolore, che si ripresenta però al cessare dell’azione del farmaco. è possibile che il male passi spontaneamente, dopo qualche ora o qualche giorno; ciò è dovuto al fatto che la polpa del dente va in necrosi, ovvero perde la sua vitalità. Solo il trattamento endodontico, la cosiddetta devitalizzazione, è risolutivo e va effettuato anche se la sintomatologia è scomparsa, per prevenire infezioni all’osso intorno alla radice del dente: infezione periapicale.



Con l’evoluzione in infezione periapicale il mal di denti cambia.
Si riesce ad individuare con precisione il dente che lo causa. E’ provocato soprattutto dalla masticazione e il trattamento di emergenza, consiste nella somministrazione di analgesici e antibiotici, soprattutto quando è presente anche un gonfiore della gengiva o delle parti molli intorno al dente. Antibiotici che devono sempre essere prescritti dall’odontoiatra o dal medico curante. Va ricordato che l’infezione periapicale può avvenire anche su denti già precedentemente devitalizzati.
Un infezione o ascesso periapicale, specialmente se non trattato, si può estendere oltre l'osso alveolare, causando gonfiore e fluttuazione dei tessuti molli adiacenti e della faccia. Può rendersi necessaria l'incisione e il drenaggio dell’ascesso insieme al trattamento odontoiatrico del dente. Gli antibiotici da soli a volte sono inadeguati.


Inserisci Indirizzo

SoS Dentiera

Rottura di dentiere

La rottura di una protesi in resina è un incidente abbastanza frequente e spesso gli impegni professionali o relazionali non consentono di attendere il tempo necessario per provvedere alla riparazione presso uno studio dentistico.

Esistono in commercio dei kit di riparazione per dentiere che consentono di risolvere momentaneamente il problema finché non sia possibile rivolgersi ad un dentista per la riparazione definitiva. Da un punto di vista manuale la riparazione provvisoria richiede molta precisione se non si vuole correre il rischio di complicare poi la riparazione definitiva.


Provare innanzitutto a giustapporre tra loro le due parti fratturate, devono coincidere perfettamente, altrimenti non è possibile la riparazione.
Spazzolare molto bene la protesi rotta in tutte le sua parti con acqua tiepida e sapone liquido per mani.
Sciacquare, asciugare bene e pulire la zona della frattura con una garza imbevuta di alcol etilico denaturato o meglio alcol a 90° (quello per fare i liquori tipo limoncello ecc).

A questo punto, se non si ha a disposizione un kit per riparare dentiere, l’unica possibilità è utilizzare un adesivo cianoacrilato

(LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE PRIMA DELL’UTILIZZO).

Posizionare uno sottilissimo strato di cianoacrilato solo su una delle parti da incollare, far coincidere perfettamente le due parti della protesi e tenere leggermente premuto per qualche secondo.
L’adesione è rapida, ma dato che i cianoacrilati polimerizzano grazie all’umidità dell’aria, non toccare la zona di incollaggio e bagnare con acqua la protesi per far polimerizzare gli eventuali eccessi di adesivo.
Una protesi così riparata difficilmente resiste agli stress della masticazione, recarsi prima possibile dal dentista per la riparazione definitiva.


I kit da riparazione (LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE PRIMA DELL’UTILIZZO) contengono tra l’altro un liquido (metilmetacrilato) e una polvere (polimetilmetacrilato) che miscelati compongono la resina con cui sono fatte la stragrande maggioranza delle dentiere. Questa resina non deve essere usata come incollaggio fra le due parti fratturate ma come rinforzo esterno. Il problema è infatti come tenere unite tra loro le due parti rotte finché non si crea il rinforzo con la resina. Alcuni kit contengono una base in plastilina su cui inserire le due parti della protesi facendole combaciare. Altri contengono un adesivo di prefissaggio per assemblare le due parti rotte prima del rinforzo, oppure si può procedere come descritto sopra con un adesivo cianoacrilato. La resina di rinforzo non va mai aggiunta sulla parte della protesi che andrà ad appoggiarsi alla gengiva o al palato. Seguire le istruzioni contenute nel kit e rivolgersi al dentista prima possibile per la riparazione definitiva.

Distacco di un dente dalla protesi

Nel caso del distacco di un dente dalla protesi la riparazione provvisoria con un adesivo cianoacrilato è in genere eseguibile.
Procedere come sopra per la detersione della protesi e del dente staccato, dopo aver pulito perfettamente le due parti da incollare provare a riassemblarle per imparare a riposizionare esattamente il dente prima di usare l’adesivo. Usare poi un sottilissimo strato di adesivo su una delle due parti da unire, in genere è più semplice metterlo sulla protesi e poi posizionare il dente esercitando una leggera pressione.
Bagnare con acqua la protesi per far polimerizzare gli eventuali eccessi di adesivo.


Inserisci Indirizzo

SoS Dente del Giudizio

Mal di denti da molari inclusi o in eruzione

I molari inclusi o in fase di eruzione, in particolare i terzi molari (dente del giudizio), possono causare dolore in conseguenza di un’infiammazione del tessuto molle adiacente (pericoronite) che può evolvere verso un'infezione grave spesso con difficoltà ad aprire la bocca (trisma).

Il trattamento consiste in soluzioni ipertoniche di acqua salata (un cucchiaio da tavola di sale miscelato in un bicchiere di acqua calda).
Questa soluzione deve essere tenuta in bocca dal lato affetto fino a quando si raffredda, poi viene sputata e immediatamente sostituita da altra acqua salata calda.
Gli sciacqui con tre o quattro bicchieri di acqua salata al giorno sono di solito sufficienti a controllare l'infiammazione e il dolore.

In aggiunta si può ridurre la carica batterica della zona sciacquando anche con un collutorio a base di Clorexidina.
Se i sintomi non dovessero rientrare si deve prendere in considerazione l’assunzione di una terapia antibiotica sempre da far prescrivere dal dentista o dal medico curante.




Inserisci Indirizzo

SoS Impianti

Allentamento vite di guarigione

In attesa di essere protesizzati gli impianti vengono lasciati coperti con una vite in titanio che affiora dalla gengiva.

Questa vite permette di mantenere aperto un canale attraverso la gengiva per poter accedere all’impianto durante tutte le fasi protesiche.
Può capitare che questa vite si allenti, se ciò dovesse capitare e la posizione dell’impianto è abbastanza anteriore e quindi facilmente raggiungibile si può provare a riavvitarla usando la parte posteriore di una matita con la gomma.
Facendo una leggera pressione la gomma frizionando dovrebbe fungere da cacciavite. Se invece la vite si dovesse svitare completamente fate attenzione a non ingoiarla, tenete ben pulito sciacquando con un collutorio disinfettante a base di clorexidina e rivolgetevi al dentista.


Corona su impianto dondola

Nella maggioranza dei casi le corone sono direttamente o indirettamente connesse all’impianto tramite una vite. Può capitare che questa vite si allenti e come risultato si avverte una piccola mobilità della corona. Non succede nulla ne all’impianto ne alla corona ma avvisare il dentista prima possibile per risolvere il problema.

Corona su impianto si stacca

Molto spesso le corone sugli impianti sono cementate proprio come quelle sui denti naturali. Se dovesse capitare che si decementino, procedere come descritto in SOSponti-corone, per le corone su denti naturali.




Inserisci Indirizzo

SoS Ortodonzia

I componenenti di un apparecchio ortodontico fisso


A) Legature

L'arco e' fissato ad ogni attacco con una legatura metallica, oppure con un anellino elastico, o inserito in un tubicino (in genere sugli ultimi attacchi a livello dei molari).

B) Arco

L'arco e' legato a tutti gli attacchi e rappresenta la componente attiva, quella che fa muovere i denti nella posizione desiderata.

C) Attacchi

Gli attacchi possono essere collegati alle bande oppure incollati direttamente ai denti e mantengono l'arco in posizione.

D) Banda Metallica

La banda e' un anellino in acciaio cementato al dente, per lo piu' utilizzato sui molari.

E) Elastici

Si agganciano a degli uncini posizionati sugli attacchi o sull'arco ed aiutano a spostare i denti.

Possibili Problemi

Fastidio

E' normale, per un paio di giorni, avere un po' di fastidio dopo i controlli ortodontici a causa delle modifiche che vengono apportate all'apparecchio. Puo' essere scomodo anche masticare. Preferite cibi morbidi e fate gli sciacqui con acqua calda salata. Puo' essere d'aiuto nei casi estremi l'assunzione di un antidolorifico tipo Paracetamolo


Irritazione alle labbra e alle guance




I giorni seguenti l'inserimento dell'apparecchio ortodontico possono verificarsi irritazioni all'interno delle guance e delle labbra. Una piccola quantita' di cera ortodontica puo' rendere il contatto meno fastidioso. Semplicemente prelevare una piccola quantita' di cera dalla scatola, arrotolarla tra le dita, fare una pallina grande come un pisello e schiacciarla sulla porzione dell'apparecchio che ha causato l'irritazione, dopo aver cercato di asciugare il piu' possibile la zona con una garza per favorire l'adesione della cera. Si potra' cosi' mangiare in modo piu' confortevole. L'ingestione accidentale della cera non crea nessun problema. Puo' essere d'aiuto nei casi estremi l'assunzione di un antidolorifico tipo Paracetamolo


Ulcerazione e Afte

Alcuni pazienti possono presentare episodi di ulcerazioni. La loro causa non e' l'apparecchio stesso ma l'irritazione che questo crea puo' favorire o aumentare la formazione di queste ulcere. Questa non e' un'emergenza ma le ulcere possono essere fastidiose. Un pronto sollievo puo' essere ottenuto applicando una piccola quantita' di anestetico locale o di prodotti che formano una pellicola protettiva. Procedere applicando direttamente sulla superficie interessata usando un bastoncino di cotone idrofilo.


Cibo Incastrato tra i denti e l'apparecchio ortodontico

Non e' un emergenza, ma puo essere fastidioso o imbarazzante. E' facilmente risolvibile rimuovendo il cibo con il filo interdentale oppure con uno scovolino o spazzolino monociuffo o con uno stecchino da denti


Distacco delle legature

I piccoli elastici che trattengono l'arco sugli attacchi possono essere riposizionati con l'aiuto di un paio di pinzette (tipo quelle per le sopracciglia) ben pulite e disinfettate, mentre le legature metalliche possono essere rimosse se allentate con lo stesso strumento. Se la legatura metallica punge il labbro o la guancia potra' essere piegata verso l'interno con la parte posteriore di una matita, meglio se dotata di gomma (all'estremita'). Naturalmente quando la legatura si distacca o si rompe deve essere rifatta, pertanto e' opportuno prendere contatto con l'ortodontista.


Allungamento posteriore dell'arco

Puo' succedere che l'arco fuoriesca da solo dall'attacco e possa irritare la guancia, temporaneamente copritelo con della cera ortodontica e contattate l'ortodontista. Se il filo e' estremamente lungo e non siete in grado di farvi assistere da un ortodontista a breve distanza di tempo, l'arco puo' essere tagliato facendo pero' attenzione a non ferirvi o ingerire la porzione che si stacchera'. Per fare questo posizionate come protezione una garza o del cotone idrofilo intorno all'area ed utilizzate delle tronchesi piccole ben affilate.


Attacchi o bande staccati

Gli attacchi sono incollati al dente con un adesivo speciale. Questi possono staccarsi se il paziente mangia cibi duri o croccanti o se vengono introdotte in bocca penne, lapis, ecc. E' buona norma per esempio evitare croste di pane troppo duro, olive con il nocciolo, ciliegie, carote crude, cocco, castagne secche o bruciate ecc. Un altro motivo di distacco puo' essere il contatto accidentale durante lo sport. Per questo motivo e' raccomandato l'utilizzo di un paradenti. Se l'attacco e' si ruotato verso la guancia e crea fastidio cercare di riposizionarlo ruotandolo dolcemente coprendolo con della cera per limitarne il movimento. Nel caso possa staccarsi dal resto dell'apparecchio rimuovetelo dalla bocca per evitare l'ingestione o l'inalazione accidentale. Conservare qualsiasi elemento rotto e portarlo con se' dal dentista in occasione della visita successiva.


Ingestione Accidentale

Puo' capitare che un attacco o altro componente dell'apparecchio vengano accidentalmente ingeriti; trattandosi di oggetti piccoli seguiranno il normale percorso digerente senza creare danni. Si raccomanda eventualmente un'alimentazione a base di patate o riso. E' raro ma puo' succedere che venga inalato, questo comporta in genere tosse eccessiva o difficolta' di respirazione. Mantenete la calma, cercate di tranquillizzare il bambino e se non viene immediatamente espulso con i colpi di tosse , recatevi al pronto-soccorso. Spettera' al medico d'emergenza stabilire il miglior modo per effettuare la rimozione.


Labbra intrappolate nell'apparecchio ortodontico

Se non si riesce con delicatezza a disincastrare il labbro intrappolato, applicare ghiaccio e recarsi del dentista o al pronto-soccorso.


Inserisci Indirizzo

SoS Otturazioni

Perdita di un otturazione

La perdita di un’otturazione generalmente non provoca grossi disagi. Può esserci sensibilità al caldo/freddo e dolce se il dente è vitale e irritazione alla lingua e/o guance se i bordi residui della cavità che conteneva l’otturazione sono “taglienti”.
Fastidio o dolore può essere provocato anche dall’accumulo di cibo all’interno della cavità vuota.

Come rimedio temporaneo si può acquistare in farmacia un kit con un materiale da otturazione provvisoria.


Dopo aver letto attentamente le istruzioni, le controindicazioni e le avvertenze relative al prodotto acquistato procedere come segue:

A) detergere perfettamente la bocca mediante sciacqui con un collutorio disinfettante ( per es. a base di clorexidina) insistendo per rimuovere ogni residuo dalla cavità del dente

B) passare il filo interdentale e lo spazzolino; non usare stuzzicadenti o altri strumenti rigidi, può esserci il rischio di ferirsi e procurarsi dolore

C) prelevare un poco di cotone idrofilo e arrotolarlo in modo da ottenere una pallina grande più o meno come la cavità del dente

D) prendere la pallina di cotone con delle pinzette (se contenute nella confezione meglio oppure provare con quella per le sopracciglia) e bagnarla con il collutorio disinfettante

E) inserire la pallina di cotone nella cavità del dente

F) staccare con la spatola contenuta nella confezione una piccola quantità di pasta, ammorbidirla facendola rotolare tra l'indice e il pollice

G) collocare la pasta sulla spatola e portarla nella cavità del dente cercando di sigillarla completamente

H) inumidire delicatamente con la lingua la superficie della otturazione così ottenuta e chiudere i denti per adattarla alla masticazione

I) rimuovere con la spatola gli eccessi grossolani

L) sciacquare nuovamente la bocca con il collutorio


In alternativa alla pasta provvisoria (che comunque resta la scelta consigliata in quanto generalmente contiene sostanze antalgiche come l’eugenolo e antibatteriche come l’ossido di zinco) quale rimedio di estrema emergenza si può collocare nella cavità un pezzetto di gomma da masticare senza zucchero (attenzione: quelle con lo zucchero possono provocare dolore).




Inserisci Indirizzo

SoS Bambini

Trauma sui denti decidui (Denti da latte)

Il trauma dei denti frontali decidui è un’evenienza abbastanza frequente. Le conseguenze di questo tipo di trauma possono essere diverse ma possiamo dire che i denti decidui spesso sopravvivono a traumi che sarebbero molto dannosi per i denti permanenti.

Cosa può accadere:

Il dente è leggermente mobile e dolente.
Tamponare delicatamente con delle garze l’eventuale sanguinamento, applicare del ghiaccio e somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo in base all’età e al peso del bambino), recatevi dal dentista per un controllo. Può accadere poi col tempo che il dente traumatizzato diventi scuro. Questo significa che l’impatto ha danneggiato i vasi sanguigni all’apice della radice del dente e che all’interno polpa è andata in necrosi. Nella maggioranza dei casi è solo un problema estetico e il dente può rimanere in sede sino alla sua permuta.

Il dente è rientrato nella gengiva, a volte fino a quasi scomparire.
Tamponare delicatamente con delle garze il sanguinamento, applicare del ghiaccio e somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo in base all’età e al peso del bambino), recatevi dal dentista per un controllo. L’intrusione traumatica dei denti decidui non ha in genere conseguenze gravi su questi, che solitamente ritornano dopo alcuni giorni al loro posto. Il problema potrà invece riscontrarsi sul dente permanente sottostante che si stà formando. Infatti il dente deciduo, rientrando, può traumatizzare il germe del permanente e dilacerarlo (deformarlo). Le conseguenze purtroppo saranno valutabili solo a distanza al momento della permuta del dente.

Il dente è estratto.
Nel caso dei denti decidui non è eseguibile il reimpianto, anche per i possibili rischi di danneggiare il germe del dente permanente. Gestire la ferita tamponando delicatamente con delle garze il sanguinamento, applicare del ghiaccio e somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo in base all’età e al peso del bambino), recatevi dal dentista per un controllo. La mancanza del dente deciduo generalmente non ha conseguenze sulla crescita del permanente a meno che il trauma non abbia danneggiato permanente.



Mal di denti nei bambini

Far sciacquare la bocca con acqua tiepida e applicare del ghiaccio avvolto in un panno sulla faccia. Non applicare nulla di caldo o farmaci direttamente sulla zona dolente. I bambini che hanno male potrebbero avere del cibo incastrato fra i denti, sovente favorito dalla presenza di una carie. Passando con delicatezza del filo interdentale fra i denti della zona dolorante si può dare sollievo immediato.
Somministrare eventualmente un analgesico (p.es paracetamolo in base all’età e al peso del bambino) e contattare il dentista.




Inserisci Indirizzo


SoS Ponti e Corone

Perdita di una corona o di un ponte

Se una corona protesica dovesse staccarsi, prendere un appuntamento quanto prima dal dentista e portate la corona decementata con voi.
Se non fosse possibile recarvi subito dal dentista e il dente scoperto fosse causa di dolore o problemi estetici, è possibile rimettete la corona sul dente.
Per aumentare la stabilità della corona sul dente è meglio inserire nella corona qualcosa che funzioni da fissante, possiamo usare:

- dentifricio: ha il vantaggio di contenere fluoro ma tende a sciogliersi velocemente con la saliva

- pasta a base di ossido di zinco: si trovano in farmacia, in parafarmacia o al supermercato, sono quelle usate per prevenire o risolvere l’irritazione della pelle, dura più del dentifricio e l’ossido di zinco è antibatterico

- pasta adesiva per dentiere: nel caso di grossi spazi vuoti tra corona e dente funziona meglio delle precedenti

- kit da ricementazione: si acquistano in farmacia o in parafarmacia e contengono dei cementi provvisori del tutto simili a quelli usati dal dentista. Diventa un po’ più complicata la manipolazione.




-- ATTENZIONE: NON USARE COLLE O ADESIVI CIANOACRILATI --

COME PROCEDERE:

• Eliminare con cura eventuali residui di materiale rimasti all'interno della corona (o ponte), utilizzando un strumento appuntito, potrebbe bastare uno stuzzicadente. Successivamente completare la pulizia con dei cotton fioc imbevuti di alcool etilico denaturato o meglio alcool a 90°.

• Pulire spazzolando e passando il filo interdentale il dente su cui andrà messa la corona e i denti vicini.

• Controllare quale sia il giusto verso della corona per porla direttamente sul dente, fate delle prove con cautela, attenzione a non ingerire la corona.

• Nel caso stiate usando un kit da ricementazione leggere e seguire attentamente le istruzioni.

• Riempire la corona sino a circa metà con il prodotto che avete deciso di usare, senza eccedere con la quantità.

• Inserire la corona sul dente in posizione corretta.

• Appoggiare i denti delicatamente tra loro per controllare che la corona si sia alloggiata esattamente, se così non fosse provare a spingerla con le dita facendo dei piccoli movimenti di rotazione avanti e indietro. Testare di nuovo appoggiando i denti. Se la posizione è ancora sbagliata, rimuovere la corona e partire da capo. Nel caso stiate usando un kit da ricementazione attenzione ai tempi di indurimento dei cementi

• A fissaggio avvenuto, eliminare gli eccessi fuoriusciti dalla capsula.





Inserisci Indirizzo

SoS Fratture


Denti Fratturati



Può capitare con semplice caduta durante il gioco, con un colpo durante un’attività sportiva (durante attività sportive a rischio, per esempio il rugby, sarebbe opportuno indossare un paradenti) o con qualunque altro evento accidentale che uno o più denti si fratturino a seguito di un trauma.Importante è raccogliere e conservare tutti i frammenti.
Non cercate di pulirli, ci penserà il dentista, ma immergeteli quanto prima in soluzione fisiologica, in mancanza può essere utilizzato del latte oppure un po’ di saliva.
Se è presente sanguinamento tamponare con una garza per 10 minuti o più finchè il sanguinamento sia cessato.
Applicare ghiaccio o un panno freddo fuori dalla bocca, guancia o labbra vicino ai denti fratturati per prevenire gonfiore e dolore.
Contattare subito l’odontoiatra che farà il possibile per mantenere la vitalità dei denti interessati e riattaccare con tecniche adesive i frammenti recuperati.
Per alleviare il dolore dovuto al trauma può essere d’aiuto somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo o ibruprofene).
Se una porzione di corona del dente si frattura e la polpa dentaria non è esposta, il soggetto deve essere inviato ad un dentista con relativa urgenza.
Se invece la polpa è esposta (si nota una porzione sanguinante nel centro della zona fratturata del dente) o se il dente è mobile, deve essere inviato al dentista con assoluta urgenza.

Denti Lussati

A seguito di un trauma un dente può lussarsi, cioè venire parzialmente estratto dalla sua sede.
Cercare di riposizionarlo (se l’infortunato è collaborante) e inviarlo immediatamente da un dentista che stabilizzerà il dente. In questi casi quasi sempre il dente potrà essere mantenuto in modo permanente.
Per ridurre dolore e gonfiore applicare ghiaccio o un panno freddo fuori dalla bocca, guancia o labbra vicino ai denti traumatizzati.
Può essere d’aiuto somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo o ibuprofene)

Denti Estratti

Capita a volte che, a seguito di una caduta o un trauma alla faccia, uno o più denti vengano del tutto estratti trovandoli solitamente a terra vicino al punto dove si ha battuto.

LA TEMPESTIVITA’ E’ FONDAMENTALE!

Se reinserito nell’alveolo (cioè nello spazio che lo accoglieva prima dell’incidente) al più presto e comunque entro 1 ora dall’incidente, il dente ha ottime possibilità di essere mantenuto nel tempo a volte riprendendo la sua vitalità.
Quando si ritarda il riposizionamento, il tasso di ritenzione a lungo termine diminuisce e di solito si verifica col tempo un riassorbimento della radice. Nonostante ciò, il dente reimpiantato può essere utilizzato per vari anni.
Tenendolo dalla corona (la parte che normalmente è visibile fuori dalla gengiva), risciacquare il dente con soluzione fisiologica o in mancanza con acqua con lo scopo di togliere tutto lo sporco (terra,ecc.). Questo assolutamente senza effettuare manovre meccaniche sulla radice con spazzolini o altri strumenti, senza rimuovere alcun frammento di tessuto attaccato alla radice del dente. Reinserirlo quindi nell’alveolo anche se questa manovra può essere dolorosa. Applicare del ghiaccio e contattare subito l’odontoiatra per la stabilizzazione.Chi reinserisce il dente deve fare attenzione a metterlo con il corretto orientamento, per aiutarsi copiare la posizione del dente uguale dell’altro lato della bocca.
Se l’infortunato non collabora, mettere il dente in soluzione fisiologica, o saliva (può essere conservato in bocca facendo molta attenzione), o latte.
Applicare del ghiaccio e recarsi urgentemente da un dentista.
Può essere d’aiuto somministrare un analgesico (p.es., paracetamolo o ibuprofene)




Inserisci Indirizzo

SoS Estrazioni


Complicanze a seguito di un estrazione


Il gonfiore e il dolore sono eventi normali dopo un intervento chirurgico orale e sono proporzionali al grado di trauma generato con l’intervento.
L’applicazione di ghiaccio o di un panno freddo sul viso limita sia il grado di gonfiore che di dolore.
Il dolore postoperatorio, generalmente moderato, può essere controllato con paracetamolo o ibuprofene.
Se non si riduce entro il 3° giorno postoperatorio, deve essere sospettata un'infezione e quindi bisogna consultare il dentista o il medico curante i quali valuteranno la somministrazione un antibiotico.
L'alveolite postestrattiva (alveolo secco) può essere una conseguenza della rimozione di un dente, più frequente al dente del giudizio.
Tipicamente, il dolore inizia dopo il 2° o 3° giorno postoperatorio, può durare da alcuni giorni a molte settimane.
La guarigione è compromessa dalla lisi del coagulo (si scioglie e lascia l’osso sottostante non protetto) e della formazione inadeguata del tessuto di granulazione.
Il trattamento d’emergenza dell'alveolite consiste nella somministrazione di analgesici (paracetamolo, ibuprofene) e nella disinfezione della ferita con colluttorio a base di clorexidina.
L'infezione è rara. Raramente, un'osteomielite viene confusa con un'alveolite, anche se l'osteomielite può essere differenziata in base alla presenza di febbre, dolorabilità e gonfiore locali e spesso di un essudato purulento.
Se si sospetta un'osteomielite, è necessario assumere un antibiotico, consultare quindi con urgenza il dentista o il medico curante.
Il sanguinamento postestrattivo generalmente ha origine dai piccoli vasi.
Evitare di fare sciacqui durante le prime 12-24 ore dopo l’intervento.
Ricordarsi che alcune gocce di sangue diluite nella saliva della bocca danno l'impressione di una quantità di sangue maggiore di quella presente in realtà.
In caso di sanguinamento posizionare una garza umida o una bustina di tè premendo sulla ferita per almeno 15-20 minuti cercando di non muoverla.
Tale procedura può dover essere ripetuta due o tre volte.
E’ utile applicare ghiaccio esternamente.





Inserisci Indirizzo

SoS Valutare il Dentista


Cosa fare per valutare il professionista:

La qualità percepita dal paziente a volte non coincide con una reale qualità della prestazione professionale erogata. Tralasciando l’aspetto economico, i parametri principali che il paziente utilizza per formulare un giudizio sul professionista sono comunque a posteriori e riguardano sostanzialmente comfort ed eliminazione della causa che lo ha portato a richiedere la prestazione, il risultato estetico ottenuto e la cosiddetta empatia dell’equipe medica.
La reale qualità del lavoro, la persona comune, potrà apprezzarla solo nel medio-lungo periodo.

Ma è possibile una valutazione a priori?

Esistono dei parametri fondamentali, che possono essere controllati prima che il dentista “ci metta le mani in bocca” e che hanno solitamente relazione con un’adeguata professionalità:

1) Il professionista deve essere iscritto alla Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri

Basta collegarsi cliccando il seguente link:

http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public

si aprirà la pagina riguardante la “ricerca professionisti” del sito della FNOMCeO ,inserire almeno il cognome del professionista per controllarne l’iscrizione.

Sapendo che le prestazioni odontoiatriche possono essere erogate solo dai laureati in Odontoiatria iscritti all'Albo degli Odontoiatri e dai laureati in Medicina e Chirurgia, legittimati all'esercizio dell'odontoiatria e, quindi, iscritti anch'essi all'Albo degli Odontoiatri.
Pertanto l'iscrizione all'Albo degli Odontoiatri è presupposto necessario per poter erogare prestazioni in campo odontoiatrico.


2) Il professionista o chi per lui deve eseguire un’anamnesi medica preliminare:

Prima di sottoporre il paziente a qualunque trattamento e soprattutto prima di somministrare farmaci o anestetici, l’odontoiatra ha l’obbligo di interrogare il paziente riguardo il suo stato di salute generale e i farmaci eventualmente assunti.
Questi quesiti sullo stato di salute del paziente (anamnesi) sono in genere in forma scritta con lo scopo di poterli far firmare e conservare con la cartella clinica, in base al d.lgs. 196/2003, art.4 legge sulla privacy.

3) Utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI) da parte dell’odontoiatra e di chi lo assiste:



A titolo esemplificativo i DPI che devono essere utilizzati in uno studio odontoiatrico sono i guanti monouso, le maschere di protezione delle vie aeree, mascherine/occhiali di protezione per gli occhi, uniformi di lavoro, camici ecc. L’uso di barriere di protezione idonee a prevenire l’esposizione della cute e delle mucose nei casi in cui sia prevedibile un contatto accidentale con il sangue o con altri liquidi biologici è poi imposto dal D.M. 28/09/1990 in tema di Norme di protezione individuale dal contagio professionale da HIV.
Il datore di lavoro, oltre a fornire i DPI ai propri addetti, deve anche vigilare che questi vengano correttamente utilizzati. Ha cioè un obbligo di vigilanza e quindi un eventuale responsabilità per culpa in vigilando.

L’utilizzo dei DPI, obbligatorio per legge, rimane comunque sinonimo di un professionista attento alla prevenzione del contagio PAZIENTE-OPERATORE e anche PAZIENTE-PAZIENTE.

4) Strumentario sterile conservato in buste termosaldate



Riprendiamo da “LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI NEGLI AMBULATORI E/O STUDI ODONTOIATRICI” della Regione Lombardia. La sterilizzazione fisica, realizzata con autoclave e vapore sotto pressione, è il sistema più efficace in assoluto, a condizione che la gestione del processo avvenga in maniera corretta (Il suo utilizzo è inidoneo solo nel caso di materiali termosensibili).
Per il raggiungimento dell’obiettivo va rispettata la seguente procedura:
• Immersione degli strumenti in una soluzione disinfettante
• Detersione degli strumenti
• Asciugatura ed eventuale confezionamento (necessario per gli strumenti “critici”, che penetrano i tessuti molli) degli strumenti utilizzando preferibilmente buste termosaldate con indicatori di avvenuta sterilizzazione
• Ciclo di sterilizzazione dell’autoclave secondo il programma scelto: per tutti gli strumenti resistenti alle alte temperature è consigliabile il ciclo a 134°C; per materiale plastico odispositivi in gomma usare il ciclo a 121°C.
Tale tecnica permette di effettuare la verifica dell’avvenuta sterilizzazione sia con metodi colorimetrici che biologici
L’eventuale imbustamento del materiale prima della sterilizzazione permette un’idoneaconservazione del materiale stesso.
Benchè non chiaramente regolamentato in termini di legge, le linee guida sono esplicite su come conservare la sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici. Per cui trovare strumentario adeguatamente conservato in buste termosaldate è anch’esso sinonimo di attenzione alla prevenzione del contagio incrociato tra pazienti.





Inserisci Indirizzo

La carie è questione di fortuna? Parliamone...


Cos’è la carie?

E’ la progressiva demineralizzazione dei tessuti duri del dente ad opera di alcuni batteri contenuti nella placca.
Lo zucchero degli alimenti viene metabolizzato da questi batteri e trasformato in prodotti di degradazione acida che demineralizzano lo smalto creando una cavità.

Come possiamo evitare la carie?

Da anni e' stata dimostrata la necessita' di avere la coesistenza di quattro fattori perché si formi la carie: ospite (denti), microrganismi (placca batterica), substrato (alimenti), tempo (per l’azione acida). Noi possiamo agire su alcuni di questi fattori, chiaramente non sul fattore ospite, per prevenire la formazione della carie.

In che modo?

La nostra azione preventiva deve essere espletata tramite i cosiddetti “quattro pilastri della salute dentale”:

1.

IGIENE ORALE DOMICILIARE
Spazzolare i denti tre volte al giorno per almeno 2 minuti.Usare il filo interdentale almeno una volta al giorno
2.

ABITUDINI ALIMENTARI SANE
Ridurre l’assunzione di zuccheri e bevande acide soprattutto fuori pasto
3.

UTILIZZO DEL FLUORO
Utilizzo regolare di dentifrici al fluoro ed eventuali collutori o gel fluorati
4.

CONTROLLI ED IGIENE ORALE PROFESSIONALE PERIODICI

A che età deve iniziare la prevenzione della carie?

Già la mamma in gravidanza, assumendo una dieta corretta, equilibrata e ricca di vitamine, aiuta alla formazione di denti da latte sani nel feto. E’ poi importante sapere che la bocca del neonato è priva di batteri cariogeni fino alla comparsa del primo dentino. Qui inizia una fase di cambiamento della flora batterica della bocca, che si concluderà dopo il 31° mese, quando ormai si avrà un ambiente orale stabile. In particolare modo questa “infezione” della bocca avviene tra il 18° e il 31° mese. In questa finestra è fondamentale ridurre al massimo il contatto del bambino con batteri cariogeni: evitare quindi la pessima abitudine di mettere nella propria bocca il ciuccio, il biberon, il cucchiaio del bambino! Questo sempre, ma in particolare modo da parte di quelle persone che sanno di non avere una bocca sana! La responsabilità per ridurre la trasmissione di germi potenzialmente cariogeni spetta alla famiglia.

E la profilassi col fluoro?

Sappiamo che attualmente il fluoro è l’elemento più efficace per prevenire la carie in tutte le fasce di età. Questo avviene tramite un meccanismo di rimineralizzazione, da parte del fluoro, della superficie dentale attaccata dagli agenti acidi creati dai batteri. Tramite un’azione inibitoria del metabolismo batterico e tramite la formazione di una superficie del dente più stabile e più resistente agli attacchi acidi. Il fluoro può essere assunto per via sistemica, cioè ingerito (acqua, alimenti, compresse fluorate) o per via topica, cioè applicato direttamente sui denti (dentifrici, collutori, gel, fili interdentali). L’assunzione per via sistemica oggi è meno utilizzata che in passato per via della difficoltà a calcolare la quantità totale giornaliera di fluoro assunto, con il rischio eccedere e avere possibili danni da fluorosi cronica. Il fluoro assunto per via topica è invece, come già detto, uno dei quattro pilastri della salute dentale. Quindi da 0 a 3 anni dentifrici senza fluoro per il rischio di ingestione. Da 3 a 6 anni dentifrici dedicati ai bambini con basso contenuto di fluoro (250-500 ppm). Dai 6 anni in poi dentifrici al fluoro (1500 ppm) e profilassi con gel e collutori.

Quindi, la carie è questione di fortuna?



- Assolutamente NO la carie non è questione di fortuna

- La carie è una malattia infettiva e quindi evitabile

- La Salute Orale non è frutto del caso o della fortuna




Inserisci Indirizzo

SoS Scegliere il DENTISTA

Come scegliere il Dentista

Alcune persone scelgono il dentista per la sua comodità o perché è il più economico ma, non è certo il criterio ideale per effettuare la scelta. Questi rimangono fattori importanti che potranno giocare un ruolo nella vostra decisione finale, tuttavia, se la scelta che fate è da subito quella corretta, alla fine risparmierete comunque tempo e denaro. D’altronde non è nemmeno detto che un dentista che abbia prezzi alti eroghi per forza cure di alto livello. Si dovrebbe evitare inoltre di scegliere un dentista in base a promozioni economiche o articoli con funzione più commerciale che informativa, che spesso sono presenti sulle riviste, ma che in realtà non sono altro che articoli a pagamento.
Diffidate inoltre da indicazioni fuorvianti che promettono sempre risultati certi in tempi brevi.
L’ideale sarebbe chiedere informazioni a un conoscente, un parente, insomma a una persona di cui vi fidate, che vi riferisca un professionista affidabile. Dovete comprendere che mettere la vostra salute in buone mani è la cosa più importante.


Quali qualità devo cercare in un dentista ?

Voi dovete cercare un dentista che riesca mettervi a vostro agio e che dedichi tempo per ascoltarvi e rispondere alle vostre domande.
Il vostro dentista deve fare con passione il proprio mestiere e riconoscere l’importanza dell’informazione e dell’educazione del paziente.
Dovete sempre avere la sensazione di essere voi la sua priorità e non il vostro portafoglio.
Un professionista che è in armonia, da fiducia e tratta bene il proprio staff dimostra un rapporto positivo con gli altri e sicuramente anche con i pazienti.
Ricordate inoltre che nessuno può essere esperto in tutto. Questo principio vale anche per i dentisti. I migliori dentisti sono quelli che non hanno timore a riferirvi ad un collega quando, il lavoro che voi necessitate, è fuori dalla loro area di esperienza specialistica.





Inserisci Indirizzo

SoS Piorrea

Definire la MALATTIA PARODONTALE o PERIODONTITE con il termine “piorrea” non è corretto. La piorrea (da pios, pus, e rea, scorrere) è solamente un possibile sintomo della malattia ma è un termine molto usato nel linguaggio comune. La parodontite è un’infiammazione dei tessuti di sostegno dei denti, cioè della gengiva, dell’osso e del legamento tra osso e radice dei denti. La causa è la presenza di placca batterica e tartaro che, come conseguenza di una scarsa o errata igiene orale protratta nel tempo, si accumulano tra dente e gengiva danneggiando progressivamente l’osso e il legamento parodontale.



Gengivite

più a lungo la placca e il tartaro si accumulano sui denti, più diventano dannosi. I batteri inizialmente causano un’infiammazione della gengiva chiamata “gengivite”. Le gengive diventano rosse, si gonfiano, possono risultare dolenti e sanguinano facilmente. La gengivite è generalmente reversibile eliminando il tartaro e la placca con un’igiene professionale presso un dentista o un igienista dentale e adottando una corretta igiene orale domiciliare.

Periodontite

Quando le gengivite non viene trattata può evolvere in periodontite. Nella periodontite le gengive tendono a staccarsi dalla radice dei denti formando uno spazio (chiamato tasca gengivale) dove può formarsi un’infezione. Le tossine batteriche e le naturali reazioni all’infezione da parte del sistema immunitario portano a una lenta ma progressiva distruzione dell’osso e del legamento parodontale. Aggravandosi la malattia negli anni, i denti iniziano a dondolare e fino a dover essere estratti.

Gestione urgenze


La malattia parodontale notoriamente è una malattia che evolve in maniera silente, senza particolari sintomi sino a quando, raggiungendo uno stato molto avanzato, può provocare mobilità dentale e/o ascessi gengivali. Importante quindi è la prevenzione e la diagnosi precoce facendo visite di controllo presso un dentista o un igienista che sapranno esaminare la vostra situazione parodontale. In presenza di gengive arrossate, dolori gengivali, gonfiore e sanguinamento dalle gengive spontaneo o provocato dallo spazzolamento, si deve innanzitutto spazzolare di più e meglio i denti. Al contrario molti tendono a non spazzolare per non sentire dolore o non far sanguinare le gengive facendo così aggravare il problema. Associare degli sciacqui con un collutorio antiplacca, per esempio a base di clorexidina. Gestire il sintomo dolore con degli antinfiammatori tipo paracetamolo, ibuprofene ecc. Assolutamente da evitare l’applicazione diretta dei farmaci antinfiammatori sulle gengive per evitare ustioni acide. Naturalmente rivolgersi prima possibile ad un dentista per una visita e una diagnosi della situazione gengivale e l’adozione della corretta terapia.





Inserisci Indirizzo

Come pulire efficacemente la Vostra Dentiera


Dentiera sporca? PERICOLO

Se siete portatori di protesi rimovibili (dentiere), pulirle nella maniera corretta può evitarvi gravi infezioni da Stafilococchi o MRSA (methicillin-resistant Staphilococcus aureus) nella bocca ma anche polmonari.

E’ risaputo che molti batteri sono presenti nella bocca, sui nostri denti e anche sulle protesi.
Questi batteri sono capaci di aggregarsi sopra le protesi formando una pellicola che li protegge detta biofilm.

Questa a volte è una delle ragioni per cui l’MRSA e gli Stafilococchi sono così duri da eliminare.
E’ importante sapere che questi batteri presenti nella vostra bocca possono essere inalati e causare gravi polmoniti, difficili da trattare, soprattutto in persone anziane spesso immuno-compromesse.

Molte persone risciacquano solo la dentiera o la immergono semplicemente nelle soluzioni con le pastiglie disinfettanti. Purtroppo questo da solo non basta per rompere il biofilm e uccidere i batteri. Sicuramente una pulizia quotidiana della protesi con uno spazzolino per dentiere, sapone liquido (non dentifricio) e acqua è fondamentale per rompere e rimuovere il biofilm potenzialmente pericoloso.

Ma si può fare di più!
Uno studio apparso sul Journal of the American Dental Association (2012 Mar) spiega che passare nel forno a microonde la vostra protesi, immersa in un contenitore con acqua, per tre minuti a 650 Watts la disinfetta completamente.

Attenzione:
NON mettere la dentiera nel microonde a secco, potrebbe danneggiarsi!

NON mettere nel microonde protesi con parti in metallo!


Siccome molte dentiere sono fatte con differenti materiali, alcuni di questi potrebbero colare nel microonde. Se non siete sicuri chiedete al vostro dentista.

Lo studio spiega inoltre come anche immergendo la protesi per 10 minuti, dopo averla spazzolata, in una soluzione all’1% di ipoclorito di sodio o al 2% di Clorexidina gluconato, si elimini il biofilm.
Per chi volesse fare uso di soluzioni più naturali i collutori Listerine, che contengono alcuni olii essenziali ed etanolo, sembrano essere attivi contro il biofilm.

Ricordatevi: oltre alla detersione della protesi è importante l’igiene della bocca!
Spazzolate i vostri denti almeno due volte al giorno. Spazzolate anche il dorso della lingua dove ci sono sempre batteri. Passate quotidianamente con una garza di cotone umida o imbevuta di collutorio le gengive dove appoggiano le protesi.







Inserisci Indirizzo

Dalla saggezza dei nostri nonni


Come sfruttare al meglio i consigli della nonna e i rimedi fatti in casa


Vuoi perche' non sempre abbiamo a disposizione i farmaci, vuoi perche' a volte non vogliamo assumere dei farmaci, possiamo cercare di risolvere i problemi ai denti utilizzando i rimedi naturali tramandati dai nostri 'vecchi'.
Rimane sempre valido il principio che questi rimedi servono per risolvere temporaneamente un problema che poi dovra' essere valutato e risolto definitivamente dal vostro dentista.

Aceto


In presenza di una carie si puo' provare ad alleviare il dolore facendo sciacqui con aceto bianco puro o meglio mettendo nella cavita' (se presente) un piccolo batuffolo di cotone imbevuto nell’aceto.L’aceto in soluzione con acqua e sale, grazie alle proprieta' antibatteriche, puo' anche essere usato per fare sciacqui in presenza di infezioni gengivali.


Grappa

Anche la grappa puo' essere utilizzata al posto dell’aceto, forse meno efficace ma sicuramente più gradevole.
Fare un infuso mettendo chiodi di garofano nella grappa crea una soluzione molto efficace come analgesico grazie alla presenza dell’eugenolo.


Limone

Anche mettere poche gocce di limone sulla carie puo' essere un rimedio al dolore. Oppure fare degli sciacqui con una soluzione di olio di oliva e limone.


Aglio

L' aglio quando viene tritato o schiacciato rilascia una sostanza con potente attivita' analgesica e antisettica: l’allicina.
Quindi si deve prendere uno spicchio d’aglio e pestarlo o tritarlo finemente fino ad ottenere una poltiglia e poterla così applicare sul dente cariato.
Una volta passato il dolore e' meglio cercare di rimuovere l’aglio dal dente.

Chiodi di Garofano

Come gia' accennato i chiodi di garofano contengono l’eugenolo, una sostanza con proprieta' analgesiche, antisettiche e anestetiche.
Fate bollire una decina di chiodi di garofano in poca acqua (non più di una tazza).
Quando l'acqua sara' diventata un colore bruno lasciatela raffreddare e usate l'infuso per degli sciacqui (ideale anche come disinfettante per ferite post-estrazioni) o portatelo con un batuffolo nella cavita' della carie.

Camomilla

La camomilla possiede proprieta' lenitive utili in caso di infiammazioni gengivali. Si puo' utilizzare anche quella delle bustine visto che va applicata sulla zona infiammata come impacco.


Salvia

Anche la salvia possiede proprieta' antinfiammatorie. Si possono applicare direttamente le foglie sulla gengiva infiammata o creare un infuso per degli sciacqui.



Cavolo

Utile per ridurre il gonfiore. Prendere delle foglie di cavolo, sminuzzarle, avvolgerle in una garza e pestarle. Portare la garza con all’interno il cavolo sulla zona gonfia per qualche minuto. Ripetere tutta l’operazione più volte fino alla riduzione del gonfiore.



Basilico

Per ottenere un efficace collutorio contro le infiammazioni far bollire per dieci minuti 50 grammi di foglie di basilico essiccato, o 100 grammi di foglie fresche, in mezzo litro d’acqua. L’infuso così ottenuto si puo' usare anche per pennellature locali indicate per il trattamento delle afte.